VI giorno: dal Rifugio A. Curò a Valbondione

Ultimo giorno da veri studenti universitari: la sera ci siamo riproposti di alzarci presto per arrivare fino al rifugio del Barbellino in cima al lago ed ottenere i punti per il nostro girarifugi. In realtà ci svegliamo, ci guardiamo negli occhi e torniamo a dormire. Molto bello e molto romantico potrebbe sembrarvi dormire in tenda in 4, la verità è che c'è una condensa da far paura.
Dopo aver superato problemi tipici delle notti in tenda, tipo l'ebola al risveglio, decidiamo che è il caso di fare un po' i cretini. La notte è stata caratterizzata da temperature polari per i due esposti ai lati della tenda: Paolo e Sommo e da temperature tropicali per i due all'interno: Giozza e Giudi. A completare l'opera è la ventata che promana dal sacco a pelo di Paolo quando questi lo apre per uscirne.
La Giudi al risveglio non assomiglia tanto alla nostra amata e solita mamma ma a Freddy Kruger e accusa il sole di essere salito troppo presto in cielo.
Il Paolo, oltre ad avere l'ebola, pianta anche una raffica di battute, probabilmene dovute alla quota, non propriamente di altissimo humor e la mattina comincia con un the e nel vano tentativo di far asciugare una tenda che oramai ne ha viste troppe.
Decidiamo quindi a malincuore di partire e, smontat la tenda per l'ultima volta prendiamo il sentiero della discesa che è poi, per il rimo tratto, il sentiero che conduce al prossimo, ed ultimo, rifugio delle Orobie Orientali: il Rifugio Luigi Albani ai piedi di quella bellissima montagna che è la Presolana.
Separarci da questo sentiero che ci ha messo alla prova per gli ultimi 5 giorni non è facile. In fondo ci ha insegnato tante cose e ci ha regalato un modo di pensare che la vita caotica e routinale di tutti i giorni difficilmente danno. Ci ha insegnato ad avere pazienza e a non mollare neanche quando tutto sembra dare contro...corde fisse comprese.
La discesa a valle non regala nessuna grande soddisfazione alpinistica a parte il dare informazioni sbagliate sui tempi di percorrenza a quelli che stanno salendo al rifugio da Valbondione per questa mulattiera che sembra un'autostrada dopo aver camminato per sentieri stretti ed esposti per cinque giorni.
Dal Rifugio Antonio Curò a Valbondione: tempo CAI: 2 ore, tempo nostro 2,30 ore.
Al pomeriggio abbiamo addirittura fatto il bagno nel torrente in attesa del pullman per Bergamo. E abbiamo progettato il Giro delle Orobie dell'anno prossimo...

Ringraziamo di cuore il CAI per l'intelligente posizionamento delle catene fisse e per la cortesia ed ospitalità dei rifugisti.
Ringraziamo tutte le persone che ci hanno incontrato, che ci hanno giudicato come il volto un po' facilone della montagna ma che hanno apprezzato il nostro spirito di avventura.
Ringraziamo la Elena ed i suoi genitori per essere stati così gentili e per aver scommesso soldi sulla nostra sopravvivenza terrena.
Ringraziamo tutte le persone che ci hanno incontrato, che ci hanno giudicato come il volto un po' facilone della montagna ma che hanno apprezzato il nostro spirito di avventura.
Ringraziamo la Elena ed i suoi genitori per essere stati così gentili e per aver scommesso soldi sulla nostra sopravvivenza terrena.
Ringraziamo Sommo, Giudi e Gil per le stupende fotografie.
Ringraziamo i nostri amici che ci hanno lungamente sfottuto ma che hanno in realtà solo stimolato il nostro orgoglio, che è l'unica cosa che rimane dopo 8 ore di camminata sotto l'acqua.
Ringraziamo la tenda del Sommo perchè resistere a 16 litri di condensa non è tutto...
Ringraziamo di cuore le montagne delle Orobie cui oramai diamo del tu e che ci hanno insegnato che la teoria del "Tavoliere delle Orobie" non è quantomeno realistica.
Ringraziamo il libretto di Biffi e le cartine della Kompass che il sentiero delle Orobie al massimo l'hanno visto col binocolo perchè le linne isolivello tanto valeva tirarle a caso...
Ma soprattutto ringrazio di cuore gli otto membri della spedizione che hanno avuto il coraggio di condividere con me quel pizzico di pazzia che alle vite di tutti i giorni manca...





2 Comments:
Da partecipante e reduce (NONCHE' FOTOGRAFO!!!) mi unisco ai ringraziamenti del Conte di Montenegro, e a mia volta lo ringrazio per essere riuscito ad organizzare questa vacanza-spedizione che rimarrà nella storia. Almeno nella nostra personale.
Anch'io non posso far a meno di aggregarmi ai ringrziamenti al conte di Montenegro. Davvero un'esperienza bellissima anche se non ho potuto arrivare fino alla fine. Vorrà dire che l'anno prossimo finirò il giro delle orobie. Ma BzzGnagna che fine ha fatto?
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